SDA - Ritratto d'avvocato Luigi Righetti
90 DICEMBRE 2022 Paolo Simeoni Di Luigi Righetti, spentosi dodici anni orsono, molti ricorderanno le doti di avvocato, espressioni di un percorso intellettuale tracciato attraverso il diritto, di cui ?u ra?fnato interprete, nonché protagonista. Soprattutto nel diritto amministrativo, specifcamen- te in quello urbanistico, di cui ha lasciato signifcativa testimonianza in un trattato di indubbia rilevanza; testo rimasto metodologicamente inappuntabile, nonostante l’ine- vitabile mutare delle norme in materia. Certamente non gli ?ece di?etto un’inesauribile curiosità, indirizzata particolarmente verso temi sociopolitici e culturali, accompagnata da una pro?onda passione per la letteratura. Interessi e sensibilità che lo portarono ad essere ascoltatissimo consigliere delle edizioni Neri Pozza. È ben noto che il direttore della prestigiosa casa editrice lo partecipava di tutte le pubblicazioni e di ogni altra iniziativa, apprezzandone appie- no le doti critico letterarie e manageriali. Grazie alla sua autorevolezza ?u, altresì, a lungo, Presidente della società che tuttora pubblica il quotidiano locale. Anzi, privile- giando la collegialità nelle decisioni e ispirandosi a principi di moderazione, indipen- denza, trasparenza, ne divenne l’imprescindibile bussola. Si aggiunga che ai cardini etici succitati univa anche una naturale predisposizione alla diplomazia, dote che gli ha consentito di mantenere imparziali collegamenti con chiunque, indipendentemente dalla provenienza sociale e dal colore politico. Egli rappresentò quindi, nel panorama culturale cittadino e non solo, una fgura di intellettuale a tutto tondo, autorevole espressione di una convincente e sobria “vero- nesità”. Anche per me Luigi Righetti è stato, e rimane, fgura di ri?erimento culturale, ma pure tanto altro. Basti dire che lo incontrai, per la prima volta, da praticante procuratore quando lui era un giovane avvocato, e ?u subito idem sentire. Lo apprezzai assai più in seguito, standogli quotidianamente vicino nella pro?essione, per moltissimi anni. Ho, quindi, piena coscienza di quanto gli devo; so, in particolare, quanto sia stato ?on- damentale per la mia crescita pro?essionale l’aver lavorato stabilmente nel suo studio, un vitale ambiente condiviso tra lui, civilista, e Carlo Alberto Sancassani, penalista di grande spessore e ?amoso in tutto il territorio veneto. Non posso dimenticare, in particolare, come Luigi Righetti sapesse trasmettere, anche nelle casistiche apparentemente più banali, magari con una battuta di spirito, una cultura giuridica ra?fnata e pro?onda, mai indulgendo alla superfcialità. Ma era la sua umanissima capacità persuasiva a rappresentare il punto di ri?erimento essenziale nello svolgimento della di?esa. Ho un lucido ricordo di come egli sapesse delineare la ?attispecie da esaminare, ovvero l’osservazione del caso concreto e particolare, per procedere con proposizioni tra loro collegate da un ragionamento logico-giuridico, e giungere in tal modo all’enunciazione di una conclusione ?unzionale alla di?esa. L’acquisizione del suo modello induttivo ha costituito, nella mia pro?essione, la più e?fcace modalità di a??rontare ogni contro-
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