SDA - Ritratto d'avvocato Luigi Righetti
95 DICEMBRE 2022 Luigi Sancassani Ricordare l’avv. Luigi Righetti a dodici anni dalla sua morte non è compito ?acile. Era un uomo riservato, e nonostante io abbia condiviso lo studio con lui per quaranta- due anni, non posso dire di aver conosciuto bene la sua vita sociale con i molteplici e prestigiosi incarichi e le sue relazioni politiche. In politica avevamo idee diverse, il nostro era un rapporto di amicizia e di lavoro; credo che per Gigi “?are l’avvocato” ?osse più appagante di tutti gli incarichi ed i rico- noscimenti che ha ottenuto nell’arco della sua vita, ma anche l’essere stato negli anni cinquanta giocatore e capitano della squadra del Chievo era motivo per lui di grande soddis?azione. L’inizio e??ettivo del nostro lavorare insieme è stato negli anni settanta con la costi- tuzione dell’associazione pro?essionale Righetti-Fiorini-Simeoni-Sancassani-Pernigo, due Gigi: io e Righetti, due Paoli: Fiorini e Simeoni e Laura: una delle prime avvocate di Verona. L’associazione veniva vissuta con quotidiana partecipazione; ognuno di noi aveva scel- to una specializzazione pro?essionale, in un’epoca in cui la maggior parte dei colleghi trattava un po’ di tutto; noi seguivamo le varie pratiche in ?unzione delle rispettive competenze, e Gigi era il regista, era il maggiore d’età, il più esperto e disponeva della più numerosa e qualifcata clientela Gigi non era molto interessato al denaro e non era geloso dei propri clienti, che a?f- dava spesso a noi associati in ?unzione, come detto, delle rispettive competenze, con un’unica raccomandazione: che la pratica venisse seguita con il massimo impegno. La pro?essione in associazione aveva la sua più evidente espressione nella riunione col- legiale di studio del mercoledì pomeriggio; allora le udienze civili del Tribunale erano di giovedì, e tutti noi associati dovevamo intervenire, in quanto le cause da trattare spesso erano oltre trenta. Nella riunione di studio del mercoledì veniva redatto l’elenco delle cause, con le rela- tive istruzioni per l’udienza, ma soprattutto venivano esaminati e discussi i vari casi, ?ormulate le strategie di?ensive, studiato le questioni giuridiche sottese, con il coinvol- gimento attivo, e spesso animato, di tutti noi e la regia di Gigi. Avevamo la sensazione di lavorare tanto e bene, l’impegno veniva pro?uso senza ?atica, con soddis?azione, e Gigi ci stimolava con la sua intelligenza, preparazione e saggezza. Gigi sapeva ascoltare e capiva tutto, anche quello che non veniva detto, aveva la ca- pacità di comprendere integralmente le posizioni contrapposte e le varie prospettive di approccio ai problemi; ritengo ?osse questa sua comprensione che gli consentiva, spesso, di mediare tra posizioni apparentemente inconciliabili. Aveva una preparazione giuridica di base solidissima, una memoria invidiabile, non- ché una vera passione per l’aggiornamento continuo, non solo giuridico, ma, direi, glo- bale: un buon avvocato, diceva, deve essere in?ormato su tutto quello che succede intorno a lui, e, pertanto, deve leggere quantomeno un quotidiano, meglio due.
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