SDA - Ritratto d'avvocato Luigi Righetti

97 DICEMBRE 2022 Giovanni Sala Di Luigi Righetti ho il ricordo di un grande avvocato ma, soprattutto, di un grande cittadino con a cuore le sorti di Verona e idee chiare per la soluzione dei problemi. Luigi Righetti, per tutti Gigi, mi ha da subito colpito per la sua cortesia, a??abilità, disponibilità di tempo con cui lui, già avvocato conosciutissimo per l’essere l’ammini- strativista di ri?erimento in Verona, e impegnato, anche gravato da importanti ?unzioni amministrative, trattava me, uno sconosciuto giovane di provincia con la passione del diritto amministrativo, appena all’inizio del praticantato. Un grande avvocato che presto ho capito essere un modello da seguire. Il mestiere dell’amministrativista è un po’ quello del consigliere del principe, pro tem- pore, a volte capita di essere a??ascinati, e magari tentati, dall’uso del non irrilevante potere amministrativo esercitabile anche in sede locale. Da Gigi Righetti ho imparato il sereno, a volte ironico, distacco dalle compulsioni di chi si sente investito di un potere (magari di consulente per l’esproprio per una pista ciclabile o per la concessione o il diniego di un permesso di costruire) e la scrupolosa attenzione nella ricerca di una soluzione di equilibrio che contemperasse l’interesse dell’amministrazione, lo scopo da perseguire con l’esercizio del potere amministrativo, e l’interesse del privato a non venir leso ingiustamente in una sua legittima aspettati- va: quello che, in sostanza, nei manuali era rappresentato come conYitto tra autorità e libertà. La soluzione, fn dalla fne del 700 indicata nella regola del minimo mezzo che voleva realizzato l’interesse pubblico col minor sacrifcio della privata libertà e proprietà, continua a trovare assai rara attuazione. Da qui la mia ammirazione per Luigi Righetti che colpiva, non solo per la pro?onda conoscenza dell’ordinamento e delle sue regole, comune anche ad altri colleghi, ma per la grande misura ed equilibrio in tutte le situazioni, al punto di dar l’impressio- ne che la soluzione non ?osse mai, come qualcuno pensa sia il compito dell’avvocato, ?orzosamente piegata all’a??ermazione dell’interesse di una parte, e ciò sia che ?osse consulente dell’amministrazione o patrono del privato che nei con?ronti dell’esercizio del potere reclamava giustizia. Un maestro anche sotto il proflo del metodo. Luigi Righetti ha sempre praticato la regola dell’esposizione “chiara e sintetica” ben prima che essa trovasse codifcazione – ma in realtà ancora scarsa attuazione – nell’art. 3 del codice del processo amministra- tivo e quando ancora invece si pensava che il lavoro dell’avvocato dovesse essere… pagato a pagina. E io che allora, come capita a tutti i pro?essionisti in ?ormazione, divoravo monografe e sentenze e mi sentivo orgoglioso nel tras?onderne il contenuto negli atti, leggevo ammirato pareri, ricorsi, costituzioni che senza inutile s?oggio di citazioni centravano subito il problema e individuavano la soluzione con chiarezza. Soluzione che si sentiva essere il ?rutto di un attento studio di ?onti dottrinali e giurisprudenziali, che però venivano interiorizzate e assorbite di modo che la conclusione si imponeva di per sé, senza necessità di un espresso ri?erimento all’autorità di monografe o sentenze.

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