SDA - Ritratto d'avvocato Luigi Righetti
88 DICEMBRE 2022 era per lui usuale ripetere che “ occorre sempre sentire l’altra campana ” e per tale ragio- ne si ?ermava a riYettere sulle di?ese avversarie, per capire le ragioni, anche umane, della controparte e individuare una soluzione concreta, che potesse reggere alle ten- sioni della vita reale. Ci ha insegnato a prediligere la via conciliativa e a spendere tutte le nostre ?orze per raggiungerla. La sua esperienza gli aveva insegnato che di?fcilmente i Tribunali pos- sono sanare appieno le ingiustizie della vita, perché lasciano comunque uno strascico di rancori, rivalità, preclusioni a nuovi sviluppi nei rapporti. Ci ha insegnato il valore della libertà e ci ha ?atto capire che la libertà presuppone di non essere mai debitori. Ci ha insegnato che la libertà va a braccetto con la dignità. La dignità dell’avvocato si traduce nell’assoluta consapevolezza che l’avvocato ?ormula istanze perché il cliente ne ha diritto, mai “per ?avore”; dal suo lessico non traspariva alcun accenno di piaggeria o soggezione; nei suoi atti non utilizzava ?ormule che ora sembrano antiche, ma che appartenevano alla sua epoca: “ Piaccia alla Corte … Voglia il Tribunale illustrissimo …” ecc.. Ci ha insegnato che per pretendere rispetto occorre portarlo. Nel commentare le sen- tenze, negli atti d’appello, nelle trattative successive al deposito delle sentenze, ha sempre utilizzato toni pacati e argomenti di stretto diritto, senza mai trascendere la sua naturale compostezza e moderazione, senza mai esternare costernazione per deci- sioni dei Giudici o per prese di posizione dei colleghi che riteneva ingiustifcate. Amava ironizzare sul motivo che l’aveva portato ad iscriversi a Giurisprudenza; diceva che il sangue gli ?aceva impressione e la matematica non gli era congeniale, per cui, scartate medicina e ingegneria, non aveva avuto alternative. In realtà, la sua storia pro?essionale ha rivelato che esisteva in lui una innata predisposizione al ragionamen- to giuridico. Il suo successo di avvocato è dipeso, senz’altro, oltre che dall’intelligenza e dalla preparazione, anche da tale intuito giuridico, da tale innato senso del diritto. Ci ha insegnato che il successo dipende anche dall’entusiasmo, dalla “ voglia ” con cui si a??ronta la pro?essione, “ la più bella del mondo” . Ci ha insegnato anche molto altro. Era certo che l’esercizio dell’attività mantenesse la mente sana e aiutasse a non su- bire la vecchiaia. Nel suo caso, la “cura” ha ?unzionato: ha esercitato attivamente la pro?essione, come ha sempre desiderato, fno alla fne dei suoi giorni, alla soglia degli ottant’anni.
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