SDA - Ritratto d'avvocato Luigi Righetti

87 DICEMBRE 2022 dell’avvocatura dipendevano dalla se- rietà con cui ha sempre a??rontato il suo lavoro. Era convinto che la serietà presuppo- nesse il costante aggiornamento, per evitare carenze e approssimazioni. Da sempre, fno all’estate del 2010 – quando se ne è andato – un pomerig- gio alla settimana ha presieduto la riunione di studio dedicata all’aggior- namento pro?essionale. Aveva nume- rosi impegni, ma era sempre presente e ne era il motore trainante. Convinto che un avvocato debba essere al cor- rente di tutto ciò che succede nel mondo del diritto, costringeva i civilisti ad ascoltare i penalisti che esponevano le ri?orme di procedura penale, i penalisti ad ascoltare i civilisti sull’ultimo orientamento della corte di Cassazione civile, gli amministrativisti ad esporre a tutti gli altri le ultime del TAR Veneto, e così via. Non sempre la riunione era divertente, ma la partecipazione dava la tranquillità di non lasciarsi scappare di mano il mondo del diritto. Le sue ?onti erano le riviste specializzate, ma anche la stampa, alla quale ha sempre attribuito una ?unzione non solo in?ormativa, ma ?ormativa del tessuto sociale e della civiltà. Dava grande importanza alla cultura “laica”: riteneva che la conoscenza dei classici e degli autori contemporanei ?osse ?ondamentale per qualsiasi attività intel- lettuale; sul suo tavolo di lavoro, uguale spazio avevano le riviste giuridiche, i giornali (era presidente del gruppo Athesis), i saggi e i romanzi (leggeva in anteprima tutti quelli della Neri Pozza, editrice di cui era consigliere). Ci ha insegnato che occorre in?ormarsi su tutto, ma che è necessario limitare l’esercizio dell’attività pro?essionale alle materie per cui si è acquisita una specifca competenza; è stato un antesignano della necessità della specializzazione. Nel 1970, con Paolo Si- meoni e Paolo Fiorini ha ?ondato la prima associazione pro?essionale veronese ?ondata su tale presupposto (primato rivendicato anche nei con?ronti del suo caro amico Dario Donella) e, nel 1974, il 12 ?ebbraio, con Paolo Simeoni, Paolo Fiorini, Laura Pernigo e Luigi Sancassani, ha ?ondato lo Studio d’Avvocato che ancora oggi opera nello studio di Corso Cavour. Ci ha insegnato che la serietà presuppone la capacità di capire l’essenza delle cose e di andare dritti al punto; che, una volta capito il vero problema, occorre limitarsi a quello: tutto il resto è inutile, superYuo e disperde energie e attenzione. I suoi scritti, così come i suoi interventi in udienza, erano concisi e schematici. Non utilizzava mai argomenti extragiuridici. Era geloso del suo tempo e non voleva abusare di quello al- trui; si ?aceva vanto di non lasciare mai i suoi clienti in sala d’attesa. Ci ha insegnato che la capacità di capire il nocciolo del problema deriva dall’ascolto:

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